Il fantastico e variopinto mondo degli sviluppatori mobile

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Credo che il mondo degli sviluppatori mobile riassuma bene il concetto di “mille teste, mille idee diverse”. Destreggiarsi tra i vari produttori di sistemi operativi mobile non è semplice, dato che il supporto offerto a chi decide di intraprendere lo sviluppo di un applicazione per questo o per quell’OS cambia molto da software house a software house.

Partiamo da Apple, la capostipite di tutti gli App Store che ha ridefinito il mercato delle applicazioni mobile: si è passati da un modello di sviluppo classico, dove ogni sviluppatore doveva trovare da sè la strada per pubblicizzarsi e farsi conoscere, ad un modello centralizzato, dove è Apple stessa che si fa carico di distribuire, promuovere e vendere le applicazioni. Detta così sembra banale, ma il passaggio ha avuto un’importanza fondamentale: fino a qualche anno fa il software mobile era considerato un mercato di nicchia, in cui era rischioso investire. Un po’ perchè i device spesso non erano all’altezza per proporre applicazioni innovative e interessanti, un po’ perchè trovare il modo di farsi conoscere era veramente difficile: o si lavorava per una grande software house, oppure si aveva la fortuna e la bravura di stringere accordi con gli operatori telefonici, per cui la tua applicazione veniva preinstallata su uno o più modelli di telefono venduti dall’operatore stesso.

App Store ha ribaltato tutto questo: quello che conta è l’idea. Se è vincente e ben realizzata, il passaparola farà da sè: l’App Store ha riportato in auge la figura dello sviluppatore singolo o del piccolo team, dove i mezzi limitati vengono compensati dalla qualità e dall’originalità delle idee. Non più titoli realizzati da centinaia di sviluppatori e costati milioni di dollari e anni di sviluppo, ma applicazioni realizzate in poche settimane (se non pochi giorni), da una o due persone, dove magari la realizzazione tecnica non è assolutamente paragonabile a quella di un videogioco per PS3 o XBox ma dove la genialità dell’idea ti fa restare incollato davanti allo schermo per ore. Uno dei migliori esempi del successo di questa filosofia è Flight Control: nel caso in cui non lo conosceste, si tratta di un gioco (che presto verrà incluso tra le sostanze stupefacenti illegali :) ) in cui una serie di aerei compaiono sullo schermo e voi, con il dito, dovrete realizzare delle traiettorie che permettano ai velivoli di atterrare nella pista giusta evitando le collisioni. Ho avuto il piacere di conoscere e lavorare con una persona che è stata a stretto contatto con le persone che fanno parte di Firemint e mi ha raccontato come questo gioco sia stato partorito in una notte: un’idea nata quasi per caso, che si è trasformata in un prototipo, per poi evolversi nel gioco attuale. Ebbene, ora Firemint è una delle realtà più affermate nel panorama videoludico mobile, con una quantità spropositata di copie di Flight Control vendute e, all’attivo, anche un porting per Nintendo DS e una nuova versione per iPad (oltre che un’altro gioco di grande successo, Real Racing).

Dopo il boom dell’App Store, tutti i vari produttori si OS mobile al mondo si sono accorti delle potenzialità di questa idea e dell’appeal che questo metodo di distribuzione aveva presso gli sviluppatori: di conseguenza, sono nati Microsoft Marketplace, Android Market, Ovi Store e così via, anche se attualmente nessuno è riuscito a raggiungere i risultati dell’App Store.

Dietro ognuno di questi “negozi virtuali” c’è però tutta una filosofia di approccio verso gli sviluppatori, drasticamente diversa l’una dall’altra.

L’approccio di Apple è puramente commerciale: Apple offre tutti gli strumenti per trasformare la propria applicazione in un successo commerciale. Questo significa principalmente:

  • distribuzione tramite iTunes (un software e una piattaforma di DIgital Delivery già conosciuta e usatissima anche prima dell’avvento di App Store).
  • canali promozionali di diverso tipo (dalle classifiche delle applicazioni più scaricate alla scelta delle app più interessanti del momenti, passando per i banner in home page).
  • costi di distribuzione contenuti: con un abbonamento annuale di 99 $ è possibile pubblicare quante applicazioni (gratuite o a pagamento) si vuole.

Se questo aspetto fa sicuramente molto felice chi si occupa della promozione e dell’aspetto commerciale di un’azienda mobile, gli sviluppatori veri e propri sono invece lasciati un po’ in disparte.

  • il processo di approvazione delle applicazioni è famoso per la sua scarsa trasparenza, che rende molto difficoltoso pianificare progetti a medio / lungo termine (ha senso spendere 6 mesi di tempo e denaro per sviluppare un’applicazione che, a priori, non so se Apple accetterà o meno?).
  • La conoscenza è scarsamente diffusa e si basa quasi interamente sul supporto delle varie community: un solo evento all’anno per gli sviluppatori (WWDC) e, ad anni alterni, alcune conference di un giorno in alcune città del mondo.
  • Nessun incentivo economico viene offerto da Apple per invogliare a lavorare sui propri prodotti, sotto forma ad esempio di sconti applicati sull’hardware necessario per lo sviluppo.

Parlavo oggi con il mio collega nonchè amico Gioffy (vi linkerei al suo blog se ne avesse uno, mi unisco all’appello di Mauro per convincerlo ad aprirne uno :) ) sui perchè di questa scelta e la risposta a cui siamo giunti è molto semplice: Apple non ne ha bisogno. L’iPhone si vende praticamente da solo: nonostante sia uno degli smartphone più costosi, i numeri di vendita continuano a crescere. Tutti sanno che cos’è un iPhone e tutti sanno che si possono fare un sacco di cose e che ha un’interfaccia “cool”: normale quindi che se uno decide di entrare nel mondo mobile il melafonino sia una scelta molto attraente. Chi è un minimo appassionato di mobile e non usa il telefono solo per telefonare e mandare SMS è a conoscenza del successo dell’App Store e delle tantissime applicazioni disponibili. Insomma, finchè Apple rimarrà sulla cresta dell’onda nel mercato mobile, non avrà alcun bisogno di cercare di attirare sviluppatori: sono loro che continueranno ad essere attirati da Apple, con la speranza di avere successo e magari fare anche qualche soldino, come è capitato a tante persone.

Da sviluppatore, aggiungo anche che l’iPhone ha un vantaggio non indifferente: è un OS che gira su un unico modello di device. Chi ha lavorato su Windows Mobile (prima della versione 7) sa quanto questo sia una manna dal cielo: ciò si traduce infatti in API unificate e certezza che l’applicazione girerà allo stesso modo su tutti i dispositivi venduti nel mondo (anche se questo, al giorno d’oggi, è parzialmente vero, dato che il 3GS ha un hardware differente rispetto al 3G o all’originale).

L’approccio di Microsoft è invece totalmente opposto: commercialmente il Marketplace secondo me fa acqua da tutte le parti, almeno quello per Windows Mobile 6 / 6.5. Spero che con la versione per Windows Phone 7 le cose cambino, perchè attualmente ci sono molte cose che trovo limitanti, ad esempio:

  • prezzi molto più alti rispetto ad Apple: oltre ad una tassa di iscrizione, c’è una quota da pagare per ogni applicazione (gratuita o a pagamento) che si vuole distribuire sul Marketplace. Se questa scelta ha il vantaggio di lasciar fuori gran parte delle applicazioni più inutili, taglia parecchio le gambe a tutti gli sviluppatori “in erba” che hanno fatto la fortuna dell’App Store.
  • Limiti tecnici assurdi, uno su tutti: sono accettate solo applicazioni non superiori ai 10 MB, il che rende praticamente impossibile la distribuzione di giochi “seri” o applicazioni multimediali.

Per gli sviluppatori, come ho ribadito più volte, invece Microsoft è una manna dal cielo: oltre ad offrire tool di altissima qualità (disponibili anche gratuitamente grazie alle versioni Express) la condivisione del sapere non solo è favorita dalla presenza di numerose community, ma è incoraggiata da Microsoft stessa che si fa carico di distribuire questa conoscenza. Basta solo vedere come Windows Phone 7 sia stato al centro di tantissimi eventi importanti di Microsoft negli ultimi mesi: dal MIX al lancio di Visual Studio 2010. La scelta poi di rivoluzionare Windows Mobile, per portare tutto su Silverlight, è una scelta oltre che tecnologica per stare al passo con i tempi anche strategica per raccogliere un bacino sempre più ampio di sviluppatori: al giorno d’oggi Windows Forms sta praticamente sparendo, per lasciare spazio a WPF e Silverlight. Il fatto che chi si occupa di sviluppo mobile possa essere allineato (se non interscambiabile) con chi si occupa di software client o di web è fondamentale, soprattutto all’interno di un’azienda dove lo sviluppo costituisce una parte fondamentale del business.

Microsoft ha poi un rapporto in prima linea con le aziende che usano i loro prodotti che Apple si sogna: ho la fortuna di lavorare in un’azienda che è Partner Microsoft Gold e i vantaggi di questa partnership sono evidenti. Contatti con alcuni tra i migliori sviluppatori italiani e non, supporto (sia tecnico che economico) per incentivare l’utilizzo delle tecnologie e dei tool più recenti, inviti per partecipare agli eventi (e in alcuni casi anche collaborazioni per contribuire attivamente ad essi, come nel caso del ReMix 2009 o del recente Dot Net Campus. Apple tutto questo semplicemente non lo fa: nonostante stessimo realizzando un applicazione iPhone per una delle più importanti e famose aziende italiane, non c’è stato verso di entrare in contatto con loro, anche solo per chiedere supporto o chiarire alcune perplessità.

Ci sarebbero poi anche molte altre realtà, come Android o Nokia, ma credo di aver già scritto abbastanza per stasera :) Inoltre sono piattaforme su cui non ho mai avuto modo di lavorare, perciò mi è difficile scrivere qualcosa a riguardo: Android potrebbe crescere parecchio, ma allo stato attuale è ancora una realtà troppo acerba; l’annuncio di questi giorni di voler regalare un Nexus One per il testing a tutti quelli che decideranno di fare il porting della loro applicazione mobile su Android è indice di come Google stia ancora cercando di trovare la sua strada e di fare “breccia” nella comunità dei developers.

Nokia, non vogliatene, ma non la prendo nemmeno in considerazione, dato che secondo me è completamente fuori dai giochi: per quanto riguarda il mercato dei telefoni cellulari tradizionali è sicuramente ancora una realtà leader, ma se si sale di categoria e si passa agli smartphone Nokia e Symbian sono indietro anni luce e hanno ben poco da offrire sia agli utenti finali che agli sviluppatori.

Bene, per questo post è tutto, se vi siete annoiati vi do una buona notizia: domani parto e starò via 4 giorni con la mia dolce metà per una breve vacanza in occasione del nostro primo anniversario di matrimonio, perciò fino a settimana prossima potete stare tranquilli :)


Apple , Microsoft , IPhone , Windows Phone , App Store , Windows Marketplace , Android

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